
Quando si dice sentirsi a casa. È esattamente la sensazione che si avverte entrando in Volvera
fin dalle prime ore della giornata principale dell’evento.

È l’emozione che si prova quando si è stati parte di questa rievocazione per almeno tredici anni su ventinove.


Certo, i gruppi storici sono mutati nell’arco degli anni: alcuni si sono estinti, altri sono rinati dalle ceneri dei
precedenti, i più strutturati sono sopravvissuti patendo una drastica riduzione dei propri
figuranti. Tant’è che negli ultimi anni si è fatto ricorso alla collaborazione di rievocatori stranieri
provenienti dalla Catalogna e dall’Inghilterra.
Ma l’atmosfera rimane sempre magica ed è sempre un piacere rivedere volti noti con cui si sono
condivisi momenti indimenticabili. Chissà se torneranno le serate fino a notte fonda davanti ai
bivacchi, con il fuoco dei falò, delle torce e delle lanterne accese nei campi militari, a
scambiarsi racconti, facezie, cibo e bevande.

Ed i balli in piazza tra figuranti e partecipanti in civile.

Ecco, la platea civile. L’impressione è che non sia più numerosa come un tempo. Si sa,
la gente si sazia presto ed ha bisogno continuamente di novità per sentirsi stimolata.

Il momento saliente, la battaglia, è sempre e comunque emozionante e seguito da un pubblico
partecipe ed abbastanza nutrito. Il numero dei combattenti ridotto, ma il colpo d’occhio per chi
rimane ai margini del campo è sempre suggestivo. E sempre evocative, con un sentore di
sacralità e di liturgia laica, le cerimonie di chiusura e congedo.
Avevamo con noi una nuova acquisizione, Sofia, che afferma di aver molto apprezzato il
battesimo del fuoco come rievocatrice. Del resto, quale altro evento migliore di questo, per
iniziare il cammino, che le auguriamo lungo, nel settore della rievocazione storica Sabauda

Medaglia commemorativa XXIX Rievocazione Storica Battaglia della Marsaglia.
